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Migliorare i rapporti tra Ticino e Confederazione

20 ottobre 2005 – Opinione liberale

Nella sua ultima assemblea ordinaria dei delegati dello scorso 29 settembre, il distrettuale PLR del Mendrisiotto ha discusso, sulla base anche delle riflessioni formulate dal Consigliere Nazionale Fabio Abate, ospite dell’assemblea, dello stato dei rapporti fra il Ticino e la Confederazione. Il tema ha suscitato particolare interesse fra i presenti, nella consapevolezza che molte decisioni e soluzioni che devono essere applicate a livello cantonale e persino distrettuale, dipendono a loro volta da leggi e da decisioni federali.

La scarsa presenza di ticinesi e di italofoni ai vertici dell’amministrazione federale è solo uno degli aspetti che concerne i rapporti fra il Ticino e la Confederazione e che può essere almeno parzialmente risolto solo a medio e lungo termine, con l’impulso del Consiglio di Stato, del Gran Consiglio e delle forze politiche. E’ innegabile tuttavia, che la scarsa presenza della mentalità ticinese a Berna, del nostro punto di vista, del nostro modo di guardare ai problemi e di risolverli, è palpabile.

In realtà anche la Confederazione deve operare maggiori sforzi per considerare il Ticino (senza dimenticare il Grigioni italiano) prima di tutto quale regione linguistica e non solo quale Cantone, già solo per meglio comprendere le nostre specificità.

Ma quale ruolo profilato e qualificato potrebbe giocare il Ticino nei suoi rapporti con la Confederazione? Come colmare quel margine di miglioramento che pur esiste nei nostri rapporti con Berna?

Il Consiglio distrettuale PLR del Mendrisiotto, sulla base anche della discussione e delle proposte scaturite dalla recente assemblea ordinaria dei delegati, ritenendo il tema dei rapporti fra Ticino e Confederazione una questione strategica, formula all’attenzione del Consiglio di Stato, del Gran Consiglio e delle forze politiche, le seguenti proposte:

  1. All’interno del Governo ticinese viene designato un Consigliere di Stato quale responsabile dei rapporti fra il Ticino e la Confederazione. La carica è intesa a rotazione.
  2. Viene costituita a Berna una “cellula”, o ufficio, di rappresentanza del Ticino presso la Confederazione. Questa “cellula”, dotata di una minima struttura e dai costi contenuti, dovrebbe essere guidata da una persona qualificata con grande esperienza e conoscenza dell’amministrazione federale. Idealmente potrebbe trattarsi di un ex funzionario di rango, ticinese o italofono, dell’amministrazione federale o di un ex parlamentare, o di altra persona con esperienza nelle relazioni politiche ed economiche con il resto della Confederazione.
  3. La “cellula”, attraverso il suo responsabile, coordina la sua attività in base alle decisioni prese dal Consiglio di Stato del cantone Ticino. Principalmente, il ruolo della “cellula” ticinese a Berna dovrebbe essere quello di raccogliere informazioni, analizzare i diversi dossier della politica federale, prendere contatto con l’amministrazione federale e con i principali uffici dell’amministrazione stessa, informare e sensibilizzare l’amministrazione federale verso le prerogative e le specificità del cantone Ticino.
  4. La “cellula” potrebbe fungere da supporto anche alla deputazione ticinese alle Camere federali e come anello di collegamento fra la nostra deputazione a Berna e il Consiglio di Stato.
  5. Ogni anno il Consiglio di Stati riferisce al Parlamento sullo stato dei rapporti fra Ticino e Confederazione, sulle azioni intraprese dalla “cellula” ticinese a Berna e sui risultati raggiunti.

In quest’ottica la proposta si distingue chiaramente, per obiettivi e mezzi di cui deve disporre, dall’esperienza fatta con il Delegato cantonale a suo tempo nominato.

Supponendo che anche la promozione del cantone Ticino all’estero quale luogo di investimento e di realizzazione dell’attività economica e imprenditoriale, assuma un ruolo strategico attivo negli intendimenti e nell’azione politica del Governo ticinese, si può anche ipotizzare che all’interno dell’Esecutivo cantonale venga pure designato un Consigliere di Stato quale “ministro degli esteri”, con funzioni di promozione economica del nostro Cantone all’estero, principalmente creando delle “antenne di promozione del Ticino” in determinati territori internazionali da dove più facilmente il cantone Ticino potrebbe attirare a sé investimenti e attività imprenditoriali.

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