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COSE DA PENSARE PER TEMPO

Eravamo abituati a pensare al dopo di noi sulla base di una tradizione culturale e religiosa stabile, a risolvere certe questioni tramite un testamento manoscritto o redatto davanti al notaio. Ma il mondo, le nostre conoscenze e convinzioni religiose o laiche, evolvono influenzate da rischi accresciuti, allungamento della durata di vita, nuove scoperte scientifiche e varietà culturali. A volte il diritto è in ritardo, altre volte noi fatichiamo a usare le nuove leggi. Credo sia questo il caso del nuovo diritto di protezione degli adulti, entrato in vigore ormai dal 1° gennaio 2013. Le nuove basi legali rafforzano: il diritto di autodeterminazione, la solidarietà all’interno della famiglia e la protezione delle persone incapaci di discernimento. Se la maggior parte delle persone approva l’idea di redigere un mandato precauzionale e le proprie direttive anticipate, il dover pensare a situazioni delicate e sgradevoli fa sì che siano ancora pochi coloro che vi hanno provveduto. Nessuno può dire quali pieghe può prendere la nostra vita: da giovani, da adulti o nella terza età. Un incidente grave, un colpo apoplettico, un tumore al cervello con conseguenze gravi che portano all’incapacità di discernimento. Oggi la possibilità legale di adottare delle “Direttive anticipate del paziente” o un “Mandato precauzionale” in aggiunta alle Disposizioni in caso di morte a lato del più tradizionale Testamento consentono di poter assicurare in tempo che i nostri desideri vengano rispettati. Il suggerimento – per voi ma anche a beneficio dei vostri cari che vedranno agevolato il loro compito altrimenti spesso gravido di decisioni etiche e morali difficili – è quindi quello di mettere per iscritto i vostri desideri, le vostre esigenze per i casi di emergenza. L’idea di compilare questi atti può sollevare molti quesiti, causare turbamenti, creare incertezze. Potete discuterne col medico di fiducia e condividerli con parenti ma vale forse la pena consultare qualcuno di esterno e specializzato, anche perché alcune questioni di forma o di sostanza richiedono l’intervento di un notaio per il rispetto delle forme, i suggerimenti di un avvocato o di un altro terzo neutrale tenuto al segreto professionale per evidenti ragioni di discrezione e autotutela. C’è poi l’importanza di conservare questi atti in luogo sicuro ma anche di facile accesso o reperibilità in caso di bisogno. Riservati futuri approfondimenti per i SIT, vi sarà possibilità di entrare più nei dettagli sull’importanza di queste nuove possibilità forniteci oggi dal diritto. Nel frattempo, in guisa d’introduzione e sinteticamente, possiamo accennare a quanto segue.

Le Direttive anticipate permettono, tramite una serie di domande e risposte mirate, di stabilire in prima persona e compiutamente quali trattamenti medici e cure intendete ricevere e quali rifiutare e/o se intendete donare gli organi, qualora non siate più in grado di esprimere le vostre scelte e di designare con la debita attenzione e cura un rappresentante (e un suo sostituto) che prenda decisioni mediche per conto vostro e che sia in chiaro sul suo ruolo. Queste direttive – che entrano in vigore solo al momento in cui sarà accertata l’incapacità di discernimento – andranno riviste, confermate o modificate almeno ogni due anni. Non essendo sempre possibile fornire istruzioni concrete che coprano tutte le possibili casistiche, è possibile stilare a titolo aggiuntivo una Dichiarazione dei valori nei quali credete in modo che questo aiuti a decidere in linea con le vostre convinzioni religiose, ideologiche o culturali. In mancanza di direttive, le persone che dovranno decidere al vostro posto saranno quelle previste da voi nel mandato precauzionale o quelle di cui all’art. 378 CC.

Con un Mandato precauzionale decidete voi, e non un’autorità, chi, in caso di vostra futura incapacità di discernimento, dovrà prendersi cura di voi e delle vostre cose. Il mandato precauzionale (art. 360 e segg. CC) abbraccia tre ambiti di rappresentanza: (1) La cura della persona (benessere fisico, psichico e spirituale). (2) La cura degli interessi patrimoniali (gestione adeguata del vostro patrimonio); (3) la rappresentanza nelle relazioni giuridiche (nei confronti di banche, autorità, partner commerciali, famigliari ecc.). Quanto più concrete e dettagliate sono le indicazioni inserite nel mandato precauzionale, maggiore sarà il grado di tutela di cui potrete godere. Il mandato precauzionale prevede due forme differenti (cfr. art. 361 CC): quella olografa e quella mediante atto pubblico notarile. Senza mandato precauzionale sarà il coniuge o partner registrato superstite a gestire le incombenze quotidiane mentre che per quelle straordinarie (art. 374 e segg. CC) egli dovrà ottenere la decisione da parte dell’Autorità regionale di protezione. Nel mandato andranno inseriti i nomi del rappresentante e di un sostituto oltre che le maggiori istruzioni possibili e utili alla gestione o liquidazione del patrimonio. Al mandato potete aggiungere delle Disposizioni in caso di morte dove indicare: se vorrete essere inumati oppure cremati, se tenere e dove un banchetto funebre, dove si trovano i documenti bancari, assicurativi o beni importanti tra cui le vostre password per computer e profili in Internet, ad es. Facebook. Infatti, nell’era tecnologica voi lascerete molto verosimilmente anche una eredità digitale e dovrete preoccuparvi della vostra «vita digitale». Potete nominare un amministratore per la vostra successione digitale che gestisca un account commemorativo in vostra memoria. Pensiamoci.

 

Avv. Matteo Quadranti, notaio e gran consigliere