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A quando imposte di successione e donazione moderne?

Dal 18 aprile 2016 giace in Commissione tributaria del Gran Consiglio la mia iniziativa (IG600) Imposte di successione e donazione al passo con la realtà delle nuove famiglie – Esenzione d’imposta o riduzione significativa di coefficienti e aliquote per partner di fatto e figliastri” Chiedevo, 2 anni e mezzo fa, che il Cantone Ticino adeguasse la propria Legge tributaria prevedendo in particolare che:

  • l’art. 154 cpv. 1 lett. f) preveda l’esenzione fiscale anche per i partner di fatto e i figliastri designati dal testatore quali suoi eredi (legatari,…) al pari di quanto è previsto oggi per coniugi e figli superstiti,

e/o

–        in via però subordinata, l’art. 164 preveda coefficienti e aliquote nettamente più agevolate per queste due categorie di eredi.

  • Modificando tali norme, e per le medesime ragioni, esentare o ridurre le imposte dovute da partner di fatto o figliastri in caso di donazioni tra vivi.”

Al giorno d’oggi esistono forme di partenariato e vita familiare molto diverse rispetto a quelle praticate 100 anni fa e se il diritto e la realtà non sono in sintonia, l’ordinamento giuridico non è più in grado di svolgere correttamente i propri compiti. L’iniziativa in oggetto vuol ridurre questo divario.

Le norme fiscali, si sa, sono fonte di disparità di trattamento tra matrimonio e partenariato di fatto. Le liberalità (donazione o eredità) fatte al coniuge sono esenti da imposte in tutti i Cantoni, ma le liberalità successorie tra partner di fatto sono oggetto di imposte di successione nella maggior parte dei Cantoni con aliquote tra il 30 e 40%. Negli ultimi anni molti Cantoni hanno ridotto le loro aliquote fiscali ma i partner di fatto rimangono seriamente svantaggiati fiscalmente rispetto ai coniugi e ottengono una parte dell’eredità nettamente inferiore.

D’altro canto la Confederazione auspica, tra l’altro:

  • Riduzione della porzione legittima dei figli e del coniuge e abolizione di quella dei genitori, permettendo di disporre liberamente di una parte maggiore del proprio patrimonio. Si creano così nuove possibilità per la successione delle imprese e resta maggior margine per favorire i conviventi di fatto o i figliastri che continuano a non godere di un diritto successorio legale.
  • Rafforzamento della protezione dei partner non coniugati con introduzione di un cosiddetto legato di mantenimento. Per esempio, nei casi in cui il partner ha aiutato o contribuito ad interessi del defunto (cure o prestazioni finanziarie), deve poter ereditare per il proprio mantenimento. Altrettanto deve valere per i figliastri e altri minori che vivono nell’economia domestica del defunto o vi hanno contribuito.
  • Trattamento successorio dei figliastri che non hanno diritti successori attualmente. La relazione e la qualità della relazione tra figliastro e ereditando è individuale. Dovrebbe essere permesso di far partecipare alla successione, con un aumento della porzione disponibile, il figliastro che magari ha contribuito alla crescita aziendale del patrigno. L’aumento della porzione disponibile aiuterebbe in questi casi.
  • Precisazioni circa i risparmi secondo pilastro e pilastro 3a. Il Consiglio federale vuole precisare nel diritto successorio che i risparmi della previdenza professionale e privata non entrano nella massa ereditaria e continuano a essere versati solo ai beneficiari della previdenza definiti dalla legge. Invece, gli importi pagati a un’assicurazione sulla vita devono entrare nella massa ereditaria. In questo caso, l’importo ricevuto dal beneficiario dell’assicurazione sulla vita del defunto va imputato sulla sua parte alla successione.

L’augurio è che parlamento e governo arrivino a breve ormai ad una soluzione e proposta concreta per cittadini e aziende familiari ticinesi di cui vi è gran bisogno e richiesta.

Matteo Quadranti, gran consigliere PLR