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Solidarietà competitiva

8 Aprile 2011 – Opinione Liberale – Rubrica Ballate Maltesi

Negli ultimi anni, e ancora in questa campagna elettorale, si parla regolarmente di sgravi fiscali, amnistie e concorrenzialità fiscale come incentivi al rilancio dell’economia, dell’occupazione e per attirare aziende e persone fisiche benestanti in Ticino. Queste misure sono senz’altro uno degli elementi che possono rendere attrattiva una regione, ma non sono gli unici aspetti sui quali ci si deve fissare. L’approccio mi pare riduttivo e non contempla una visione globale della realtà. Cantoni come Zugo o Svitto hanno la necessità di praticare un fisco competitivo poiché non hanno altri elementi sui quali operare: sono Cantoni piccoli, centrali ma discosti dall’asse Nord-Sud e non hanno realtà economiche estere importanti ai loro confini. Zurigo ha già rivisto la propria posizione sulla tassazione globale per le persone ad alto reddito e il risultato è che ora incamera più imposte di prima. In Ticino abbiamo una fiscalità che può definirsi già equa e sociale. Degli sgravi o incentivi alle persone giuridiche possono ancora entrare in linea di conto nella misura in cui possono servire a creare posti per apprendisti e giovani, salvare impieghi (segnatamente per persone cinquantenni con famiglia), a favorire una mobilità aziendale o altri obiettivi ambientali e la ricerca. In breve, laddove le aziende dimostrano una sensibilità sociale e ambientale. Il Ticino, per il resto, dispone di altri elementi attrattivi: la sua ubicazione sull’asse Nord-Sud, il clima temperato (laghi, valli, itinerari turistici, proposte culturali, infrastrutture per lo sport facilmente accessibili), la vicinanza con il Nord Italia e la disponibilità di manodopera frontaliera, la pace del lavoro, una legislazione in materia di contratti di lavoro che consente licenziamenti e assunzioni interinali (ciò che non è il caso in Italia dove un datore di lavoro non è libero di licenziare e rischia di doversi tenere un dipendente svogliato). In Ticino c’è una sicurezza e stabilità del diritto e una giustizia sicuramente più celere di quella della penisola e di molti altri Stati. Inoltre l’amministrazione ticinese è meno burocratica e più efficiente (sicuramente lo è più di quella italiana). L’ottenimento di licenze di costruzione o di permessi di lavoro avviene in tempi più che ragionevoli. La sezione del promovimento economico, la piazza finanziaria, i fiduciari, gli avvocati e le varie associazioni economiche ticinesi sono a disposizione dell’investitore straniero per evadere tutte le richieste di informazione e consulenza. Abbiamo a disposizione Università (con corsi in lingua inglese), Centri di eccellenza nella sanità e nella ricerca con cui interagire. Abbiamo una scuola pubblica che è comunque tra le migliori al mondo e dispone di corsi per alloglotti. Pure il sistema ospedaliero e sanitario è a un livello elevato e meno macchinoso e lento di quello italiano. In Ticino, fatto salva la recente recrudescenza di rapine, è ancora un luogo sicuro dove vivere e dove manager e quadri d’imprese straniere possono desiderare vivere. Che tutti questi siano elementi competitivi e di attrazione di persone fisiche e giuridiche è innegabile e dimostrato dai fatti. Un esempio tra tutti è il successo del Ticino per la logistica integrata nel settore della moda. Quante sono le grosse firme della moda che si sono installate in Ticino? Ebbene queste, e i loro dirigenti, hanno scelto il nostro cantone non solo per ragioni fiscali. Per fare che tutti questi elementi attrattivi continuino a funzionare mi pare evidente che vada preservato il nostro sistema di solidarietà e di socialità. Pertanto bisogna agire con cautela e misura prima di togliere risorse allo Stato. La ricerca dell’equilibrio finanziario del Cantone deve rimanere una costante se si vogliono evitare poi disequilibri sociali e nel sistema di solidarietà. La misura del giusto è la maggior felicità per il maggior numero di persone. In fondo Adam Smith, teorico della ricchezza delle Nazioni e della teoria dei sentimenti morali riteneva che l’altruismo è alla base dell’etica e che nella natura dell’uomo, seppur egoista, di vi siano principi che gli rendano necessaria l’altrui felicità anche quanto non ne traggono un beneficio personale.

Av. Matteo Quadranti, candidato PLR al consiglio di Stato e al Gran Consiglio

 

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