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“La Voce” e la sua ragion d’essere

Dicembre 1998 – La Voce

I municipi hanno recentemente ricevuto per conoscenza e consultazione il risultato di uno studio effettuato dal Dipartimento delle Istituzioni, Sezione Enti locali, unitamente ad una nota società di consulenza su quelle che sono o dovrebbero essere le preoccupazioni che assillano e assilleranno il Comune ticinese nei prossimi anni. Un istituto bancario ha pure recentemente pubblicato un opuscolo contenente 11 tesi di outlook sulla gestione delle amministrazioni pubbliche.

In tutti questi studi si accenna al problema dell’informazione. La tematica è già stata affrontata su questo nostro periodico nel numero uscito a novembre dello scorso anno. In sintesi la nostra opinione era quella secondo la quale l’informazione, tanto in senso verticale quanto in senso orizzontale, é uno tra i diversi strumenti d’azione dello Stato.

Dagli studi che abbiamo accennato sopra sembra emergere una carenza nell’attuale stato del processo informativo tra autorità comunali e popolazione. La prassi generalizzata sembrerebbe essere quella di fornire al legislativo un’informazione di tipo prevalentemente finanziario, sia nei messaggi sia nella presentazione dei preventivi e dei consuntivi. Nei diversi comuni intervistati non verrebbero incluse indicazioni di tipo strategico (p. es. obiettivi d’impatto atteso di un servizio) ed operativo (p. es. qualità, quantità ed accessibilità), salvo per le prestazioni delegate a terzi o che necessitano di una specifica regolamentazione. Anche verso l’utenza, la popolazione, gli operatori sociali ed economici, le carenze sarebbero da imputare alla mancanza di strumenti informativi in grado di informare efficacemente tutti i possibili fruitori dei servizi erogati dal Comune (p. es. bollettini d’informazione).

Il cambiamento culturale, indispensabile al passaggio da amministrazioni statali di stampo tradizionale a organizzazioni di servizi finalizzate al conseguimento di obiettivi, può affermarsi solo se si riesce a creare il necessario consenso politico e interno agli enti pubblici: stessi. Un’informazione tempestiva e dettagliata all’opinione pubblica – quindi tanto verso l’esterno quanto verso l’interno dell’amministrazione – sui progetti e sulle idee in gestazione sembra rivestire un’estrema importanza per il rilancio del dibattito democratico in merito ai compiti dei Comune. Questo deve infatti poter attuare in continuazione un ciclo che si compone di quattro fasi: una di definizione della prestazione da fornire alla popolazione -, una seconda di erogazione del servizio – una successiva di controllo della qualità, della quantità e del gradimento delle prestazioni ed infine quella di ridefinizione delle prestazioni.

Nel nostro comune tali preoccupazioni esistono ? Vi è un sentimento della popolazione di non essere sufficientemente e tempestivamente informata di ciò che accade a palazzo ? Vi è la sensazione che il dibattito non c’è perché ci si trova confrontati a decisioni già prese ? Le domande potrebbero essere ancora molte. Ciò che a noi importa é che voi ci diate una risposta.

Nel nostro comune non esiste un bollettino comunale d’informazione. Questa è una scelta politica che mi sento di condividere fosse anche solo per ragioni di costo e di oggettività. Un tale bollettino, gestito direttamente dai Comune, significherebbe accollarsene le spese di pubblicazione, pubblicazione la quale dovrebbe avvenire con regolarità e quindi con costi molto verosimilmente più elevati per rapporto a quelli sostenuto dalle singole forze politiche, le quali decidono di pubblicare i loro rispettivi giornali o volantini a dipendenza delle necessità reali d’informazione. Inoltre, un bollettino comunale porrebbe sempre il problema della scelta dei taglio da dare all’informazione, il quale dovrebbe giocoforza essere di gradimento di tutte le forze politiche. Vi sarebbero quindi una censura ed un’autocensura che comprometterebbero il raggiungimento dello scopo che è quello di rianimare il dibattito democratico. L’informazione di politica comunale deve quindi restare di competenza delle forze politiche.

Ciò non significa che l’Autorità comunale non debba far nulla per migliorare questo servizio volto all’informazione della cittadinanza. In questo senso ci siamo adoperati in passato con volantini informativi, calendari sulla raccolta rifiuti, opuscoli sulla storia e sulle attività culturali dei nostro Comune, serate aperte al pubblico su temi specifici, albo comunale, e via dicendo. Ora disponiamo, e disporremo ancor più in futuro, di strumenti tecnici, informatici più moderni che dovrebbero consentirci di far passare le informazioni all’utenza (cittadini ed operatori) in modo più comodo ed immediato.

Recentemente abbiamo attivato, quale primo Comune del Sottoceneri, un servizio su Teletext che ci consente per ora di far entrare direttamente nelle case le informazioni più semplici quali l’organizzazione politica dei Comune, gli orari ed i numeri di telefono dei diversi uffici comunali, i dati statistici, … L’obiettivo intermedio è quello di potervi far figurare le decisioni od il sunto delle decisioni che di norma vengono affisse all’albo comunale, il quale oggi è sempre meno consultato. Ciò agevolerà la presa di conoscenza dei cittadino di quanto l’autorità comunale ha stabilito. L’obiettivo finale, almeno per ora, è quello di passare poi dal servizio Teletext al servizio Internet, il quale è ancor più maneggevole e consentirà una maggiore immissione di dati circa la storia di Balerna, i siti d’interesse, il Parco Tecnologico, le manifestazioni culturali e delle società di paese e così via. Evidentemente il passaggio dall’uno all’altro dovrà andare gradatamente e proporzionalmente alla massa di fruitori dei mezzo di comunicazione. Oggi il televisore è ancora più utilizzato che non il computer e precisamente i collegamenti tramite TV via cavo sono di gran lunga superiori a quelli via Internet sul nostro modesto territorio.

Sul canale TV di servizio della Cablecom potrete trovare, selezionando Teletext, le pagine dedicate al Comune di Balerna le quali corrispondono a quelle nr.252 e seguenti.

L’informazione può tuttavia essere migliorata non solo grazie all’informatica via cavo, la quale potrebbe anche rimanere ” asettica ” e quindi priva di dibattito politico, bensì pure grazie a nuove tecniche manageriali, di marketing o più semplicemente di comunicazione.

Penso da qualche tempo alla possibilità di introdurre a titolo consultivo, non obbligatorio quindi, l’idea dei bilancio partecipativo. Si tratta di un’esperienza già in essere in alcune realtà di gran lunga più complesse ed estese della nostra. In quest’ottica entra in considerazione l’affermazione di mero titolo consultivo della partecipazione della popolazione, giacché si tratterà di prendere in considerazione la tesi secondo la quale la nostra realtà è troppo piccola perché valga la pena di attuare il meccanismo.

Il meccanismo così come lo abbozzerei allo stadio attuale è tutto sommato semplice. Si tratta di dividere il territorio comunale in quartieri che come tali abbiano al suo interno delle realtà vicine, degli interessi peculiari da tutelare. Per ogni quartiere dovrebbe essere convocata una serata aperta a tutti i suoi residenti nella quale, con le tecniche di ” moderazione veloce “, dei ” 6 5 3 “ecc… sulle quali non mi sto a dilungare sebbene siano semplici da attuare, ciascun partecipante, con una serie di quesiti a cascata, potrà in sostanza ed in via informale ed anonima contribuire in prima persona all’allestimento dei bilanci preventivi dei Comune suggerendo quali siano gli ìnvestimenti così come quali siano i tagli prioritari da effettuare nel proprio quartiere e/o nel proprio comune. Tali tecniche potrebbero essere utilizzate anche in vista della revisione dei Piano Regolatore comunale che dovrà essere messa in cantiere nel prossimo quadriennio. In sostanza tali tecniche permettono o dovrebbero permettere sotto forma di “gioco” di incrementare la partecipazione democratica della popolazione alla cosa pubblica. La speranza è, secondo un luogo comune, l’ultima a morire.

 

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