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Governare insieme

21 marzo 2008 – Opinione Liberale Rubrica Ballate Maltesi

… non siamo nel Far West…

Il Programma della legislatura 2008-2012 del PLR di Balerna, mio comune, afferma d’ingresso, e onestamente, che i suoi rappresentanti eletti hanno operato per il bene della Comunità e in uno spirito volto alla concordanza con le altre forze politiche. Questo mi da lo spunto per qualche riflessione sull’importanza della governabilità. Se governare è l’arte del fare, del realizzare progetti e condurre – nel senso etimologico di “accompagnare” – i cittadini, la coesione e l’armonia tra politici dev’essere un punto fermo. Il conflitto d’idee – guai quando è sulle persone! – può essere fermo se onesto e corretto. Basti vedere alcune realtà attorno a noi, oltre a quella cantonale, per constatare che laddove talune “forze politiche” si adoperano da circa 15 anni solo per la distruzione di persone e di progetti nel solco del più bieco populismo, non si sono fatti progressi (il risanamento delle finanze cantonali, ad es., è bloccato da anni) e/o non si è più realizzato nessun progetto di rilievo. I legislativi, gli esecutivi e le amministrazioni (cantonale e comunali) sono “impantanati” da tutta una serie di interpellanze ad uso non tanto politico quanto “pubblicitario”. Forse perché allestire un’interpellanza richiede un’ora di lavoro e spesso nasce da amene discussioni al bar, mentre lavorare in commissioni, allestire rapporti e soprattutto essere propositivi e costruttivi vuol dire maggior dispendio di tempo e troppo spesso poco risalto mediatico –che pare essere oggi l’unica cosa che conta in quanto fornisce punti elettoralmente. Non parliamo poi di un certo malcostume che ha reso necessario negli ultimi anni un numero d’inchieste per far luce su taluni fatti o scandali (i –gate si sprecano). Anche qui un enorme quantità di energie in buona parte andate distolte alla costruzione di un Cantone o di comuni migliori. Inoltre tutto questo ha consentito di nascondere un vuoto d’idee da parte di taluni. Certo sollevare polveroni sposta l’attenzione, ma poi se i problemi del Paese non si risolvono ciò resta sotto gli occhi della gente. A questo punto entra in gioco un’altra tecnica della politichetta populista, ovvero quella dello scaricabarile, perchè dare la colpa agli altri é diventato il nuovo sport cantonale. E dato che sparare contro gli avversari é tipico di una cultura da film Western – dove notoriamente la legge non esisteva – non vi è neppure da sorprendersi se si vedono proliferare, a livello comunale, le liste civiche in un clima da “tutti contro tutti”. Il caos è alle porte, anzi già temo le abbia sfondate. In queste realtà, la perdita, alla resa dei conti, è di tutta la popolazione poiché il Cantone o quel tal comune perderà di attrattività in tutti gli ambiti (insediamenti economici, qualità di vita e dei servizi). Una battuta d’arresto che a Balerna non abbiamo ancora vissuto e speriamo di non dover vivere in futuro poiché sarebbe incompatibile con un mondo in continua e rapida evoluzione laddove politica e politici dovrebbero operare più insieme perché ormai si tratta di lottare contro una certa globalizzazione, contro i danni al nostro ambiente. Questi sono i nuovi avversari. Mercato, efficienza della regolazione pubblica, ecologia, senso della legalità e responsabilità sociale non sono più temi di destra o di sinistra. La rottura di equilibri politici non è sempre foriera di miglioramenti e credo che la storia degli ultimi 15/20 di questo Cantone lo dimostri. Ingovernabilità, svuotamento del senso delle istituzioni, sono un cancro. Nella saggezza popolare, talvolta, si dice “si stava meglio quando si stava peggio”. Forse vi è del vero. La realtà sta nel Giusto Mezzo o nel Centro, guarda caso proprio dove si posiziona il PLR! Il saggio Confucio, 24 secoli orsono, riteneva che le qualità necessarie all’uomo (o donna), anche per governare, erano quelle del “giusto mezzo”: discrezione, misura, pudore, buona educazione, senso delle proporzioni, quiete, modestia, virtù. Per Aristotele la virtù è “la disposizione permanente di scegliere tenendosi nel giusto equilibrio della ragione (o ragionevolezza), percorrendo la via di mezzo che evita ogni eccesso e degenerazione “passionale”. Essa è una specie di medietà … L’eccesso e il difetto sono propri del vizio… Si è buoni in un solo modo, cattivi in molte e svariate maniere” (Etica Nicomachea II,6,1106b-1107a). Chi governa deve agire quindi con giustizia (simboleggiata da una bilancia in equilibrio), giustizia che Platone (Repubblica IV,10,433) definisce come “il compiere il proprio dovere personale e sociale”. L’attuale crisi dei valori lascerebbe pensare che tutto ciò sia ormai carta straccia. Ma non è così poiché i risultati di una tale crisi li abbiamo sotto gli occhi benché gli insegnamenti della storia ci dovrebbero richiamare all’ordine e far accendere la spia luminosa. In greco “giustizia” è díke, un vocabolo che rimanda il verbo deíknymi, “mostrare, indicare”. Quindi la giustizia è anche una guida, una lampada che orienta i passi lungo la via da seguire. E noi liberali vogliamo ripartire dalla base, dalle fondamenta, costruendo il futuro “mattone su mattone” con voi. Per usare un’immagine filosofico-architettonica, “un mattone è e vuole essere qualcosa di più di un semplice mattone. Esso ha ambizioni, vuole essere migliore. Vuole essere parte di qualcosa più grande: un palazzo, un museo, una cattedrale, una palestra,…” (citazione dal film “Proposta indecente” con Robert Redford e Demi Moore). Così noi vogliamo continuare a costruire una comunità di cittadini soddisfatti, desiderosi di una qualità di vita migliore, con spirito di impresa e di compartecipazione. C’è bisogno di progredire, non di demolire o immobilizzare. C’è bisogno di unirsi, non di frammentarsi in miriadi di “fazioni” slegate.

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