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Discorso

10 febbraio 2007 – Congresso cantonale PLRT 2007

Vi ringrazio innanzitutto per la fiducia concessami per dirige i lavori di questa “CONVENTION”, come probabilmente verrà definita dai Media, ma essendo “Liberal” questa sarà sì innovativa nella forma, ma solida come sempre nella sostanza. Il mio compito non sarà complesso e intenso come magari lo è stato quello di chi ha diretto il Congresso programmatico del 27 gennaio a Lugano. Conto sulla vostra collaborazione e partecipazione ma soprattutto sull’attenzione che dedicherete alla visione e all’ascolto di quanto diranno coloro che secondo schaletta interverranno tra poco e dai quali sono convinto emergerà chiaramente chi, in questo Cantone, merita ancora ( al di là dei proclami pipidini e delle aspirazioni socialiste) , di costituire la Leadership politica, ovvero il PLRT. Un proverbio africano dice che “nella foresta, quando i rami litigano, le radici si abbracciano”. E’ quindi ora che i liberali radicali, in questa foresta politica, si ricompattino, si abbraccino, forti delle proprie solide radici che sono i valori del liberalismo e il metodo critico. È ora, anche al di fuori degli steccati del nostro partito, che si radichi un nuovo patto tra le forze del paese per costruire con serietà il futuro.

Quale Presidente distrettuale del Mendrisiotto porgo a tutti il più cordiale benvenuto qui all’estremo, trafficato ma operoso Sud del Cantone.

Dopo il Congresso di stasera, la campagna elettorale entrerà nella sua fase più concreta per i candidati ma anche per la nostra base più attiva, chiamata a operare delle scelte e a raccogliere comunque l’espressione più ampia in termini di voti per il Partito, soprattutto considerate le insidie della scheda senza intestazione. L’allestimento delle liste per i candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio è stato intenso ed impegnativo, complice il clima politico nel quale questa campagna di rinnovo dei poteri si andava profilando già un anno fa.

Le Commissioni Cerca, cantonale, per i Candidati al Consiglio di Stato e quelle distrettuali, per i candidati al Gran Consiglio sono riuscite a presentare due liste complete, valide, interclassiste nelle quali si ritrovano le diverse sensibilità economiche, ambientali, etiche e sociali. Un ringraziamento va ancora rivolto a chi ha fatto parte di queste commissioni Cerca e quindi anche ai miei colleghi presidenti degli altri distretti, per il lavoro svolto. Ai candidati va pure sin d’ora il ringraziamento per la disponibilità da loro data verso il Partito e, come dev’essere sempre, nell’interesse … del Paese. E a tutti vanno i migliori auguri di successo e comunque soddisfazione personale per quanto una campagna può offrire in termini di conoscenze, amicizie e contatti interpersonali, nel senso positivo di questi concetti.

Non da ultimo vanno ringraziati, anche in questa sede, tutti i parlamentari che hanno deciso di non più ricandidarsi per la prossima legislatura. Il loro lavoro non è stato sicuramente facile in quest’ultimo quadriennio particolarmente difficile e conflittuale laddove altre forze politiche hanno fatto giochi funambolici.

Il Programma di legislatura adottato a fine gennaio è, e dovrà essere, la piattaforma condivisa tra la base e coloro che risulteranno eletti al 1 di aprile. Se fosse vero che la crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere (Antonio Gramsci) orbene credo che si possa affermare che il nostro partito adesso, qui in crisi non lo è più poiché si sta ripulendo il vecchio e la nuova rotta è chiaramente tracciata nel Programma.

 

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