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Discorso all’Assemblea dei Delegati FDP/PRD/PLR

15 aprile 2005

Discorso alla Cena dei delegati FDP/PRD/PLR 15.04.2005, Mercato Coperto

Onorevole/i signor Consigliere/i Federale/i

Gentile signora Cancelliera della Confederazione

Caro Fulvio, neo presidente PLR

Onorevoli Signori Consiglieri di Stato

Onorevoli Signori Consiglieri nazionali e agli Stati

Gentili delegate ed egregi delegati

Care amiche e cari amici liberali

Quale presidente del distretto di Mendrisio e del Comitato organizzatore di questa assemblea dei delegati iniziata quest’oggi a Mendrisio consentitemi di disturbarvi durante questa cena amichevole ed informale per porgervi innanzitutto il

più cordiale benvenuto (Willkommen/Bienvenu) in Ticino ed in particolare nel Mendrisiotto.

Vi ringrazio per aver scelto, invero con senso di responsabilità individuale e liberale, di affrontare questa trasferta che, per taluni di voi in particolare, ha comportato un viaggio anche di una certa durata.

Da parte nostra abbiamo fatto il possibile affinché i lavori assembleari e la vostra permanenza nella nostra regione risultino il più confortevole e funzionale possibile.

La tabella di marcia delle assemblee dei delegati è sempre impegnativa e la maggior parte di voi – arrivata oggi – ripartirà già domani nel primo pomeriggio per far rientro al proprio domicilio.

Il mio invito è tuttavia quello di consigliarvi, se non già nei prossimi giorni, di soggiornare prossimamente nel nostro bel distretto che, trovandosi su uno dei maggiori – se non il maggiore – Asse di transito Nord- Sud è molto spesso solo luogo di passaggio per vacanzieri e merci.

Il Mendrisiotto è infatti una regione dal clima temperato (un fascino da piccola Toscana); con diverse presenze vitivinicole, museali ( per citarne solo alcuni: Museo Vela a Ligornetto, Pinacoteca Züst a Rancate; in un prossimo futuro il Museo di Architettura a Mendrisio e il Max Museo a Chiasso) nonché importanti bellezze naturali (penso tra altri al Monte Generoso, al Monte San Giorgio con i suoi ritrovamenti fossili, al Parco delle Gole del fiume Breggia per gli aspetti geologici, alla Valle di Muggio) e iniziative culturali (si veda l’interessante cartellone proposto tra altri al Cinema Teatro di Chiasso) che meritano di essere viste.

L’architetto Mario Botta ha definito il nostro distretto come il giardino di Milano anche in funzione di questi contenuti che vi ho esposto.

Ma noi siamo molto più che soli giardinieri della vicina Lombardia!

La nostra Regione è certo la porta principale del Ticino e della Svizzera sull’Italia ma essa ha una propria funzione strategica che travalica i confini di Stato.

Il Mendrisiotto è e resta la 2° forza economica del Cantone dopo Lugano.

Abbiamo coltivato per anni competenze legate alla frontiera e abbiamo ora – interpretando e realizzando diversamente il concetto stesso di frontiera – da coltivare competenze nei settori industriali e del terziario, nel turismo, nella formazione (sinergie tra Accademia di Architettura – Università della Svizzera Italiana – Università dell’Insubria), nella ricerca di nuove sinergie/collaborazioni tra aziende e istituzioni localizzate in quella che è denominata REGIO INSUBRICA, ovvero quella regione di cui siamo il cuore e che comprende geograficamente il Ticino e le province di Como e Varese.

E se infine mi è consentita una battuta, il Mendrisiotto è anche un bel distretto perché è a maggioranza liberale e può vantare il 70% di Sindaci del nostro Partito.

Mettendo in evidenza i punti forti della nostra realtà distrettuale, non voglio evidentemente sottacere l’esistenza, anche e soprattutto nel nostro distretto, di difficoltà e problemi strutturali anche di rilievo internazionale, nazionale e cantonale.

Senza entrare nel dettaglio o con pretesa di essere esaustivo – non essendo questa la sede opportuna – mi permetto segnalare:

– il problema dei traffici e dei trasporti su strada e su rotaia in particolare per le merci, con il conseguente carico ambientale;

– il futuro tracciato di Alptransit a Sud del Monte Ceneri;

– i posti di lavoro persi nelle ex Regie federali e a seguito di diversi mutamenti nei settori doganali e degli spedizionieri nonché nei commerci legati anche alla frontiera;

– la concorrenza, in taluni settori, della manodopera estera ed ora, con gli accordi bilaterali anche di imprese, artigiani e professionisti in particolare della vicina e forte Lombardia, senza una reale – almeno per ora – reciprocità.

A proposito di quest’ultimo aspetto dobbiamo rilevare che i bilaterali hanno però anche attratto in Ticino molte aziende di Como e Varese e ciò grazie alla fiscalità ticinese, ad una burocrazia efficiente, alla qualità dei servizi e delle infrastrutture, nonché della vita.

Il Corriere di Como del 6 marzo 2005 parlava di “Tentazione elvetica” per le imprese della fascia di confine trasferitesi perché “rapite” dal Canton Ticino.

Nuove opportunità da cogliere quindi!

Come ha ben detto il neo presidente del nostro Partito, Fulvio Pelli – e siamo lieti ed onorati di ospitare qui la prima assemblea dei delegati da lui gestita – anche qui nel Mendrisiotto liberale vogliamo e dobbiamo fare in modo di sostituire alle preoccupazioni della sicurezza (in particolare dei posti di lavoro) e della protezione di posizioni acquisite, nuove speranze e prospettive di crescita associando libertà e solidarietà a capacita di crescita e di sviluppo economico (mediante il rinnovo di concetti quali rischio e capitale).

Tutto ciò è possibile con un’iniezione di fiducia e il richiamo ai valori del liberalismo (libertà e progresso).

Poiché come hanno detto in sintesi i nostri due Consiglieri di Stato , Marina Masoni e Gabriele Gendotti, nonché il sindaco di Lugano, Giorgio Giudici, all’ultimo congresso cantonale, ci vuole la forza di scelte coraggiose che inducano il cittadino a cambiamenti ragionevoli. Si tratta di contrastare chi pensa – come accade oggi negli schieramenti degli opposti populismi di sinistra come di destra – che traghettando il passato si possa garantire almeno il presente. Dimostrando con ciò una totale assenza di visione futura del nostro Paese. Si tratta, per il Ticino e per tutta la Svizzera, di coltivare e riscoprire con forza quello spirito riformatore e innovatore per raggiungere in ogni settore possibile livelli di eccellenza in grado di evitare l’esclusione da circuiti di crescita quali quelli della competitività nei campi dell’economia, della conoscenza e della ricerca.

Come spesso é stato dimostrato dai fatti, la necessità aguzza l’ingenio e le idee, soprattutto le buone idee, vengono proprio quando le rendite (i soldi) se ne vanno (non ci sono più). (cfr. Leonardo Sciascia, Il Consiglio d’Egitto, Adelphi)

In fondo come scriveva Benedetto Croce (filosofo, liberale e statista italiano), “L’uomo è spiritualità e perciò creatività, e ha in sé un’infinita potenza che gli rende possibile affrontare e superare e trasformare tutte le situazioni, per difficili o disperate che appaiano”.

“La superiorità della civiltà liberale sta nell’assicurare un continuo progresso attraverso la libera gara fra cittadini tutelati in tutti i loro diritti”.

Avviandomi alla conclusione devo ringraziare, e lo faccio qui – per ovvie ragioni – senza entrare nel dettaglio, tutti coloro che hanno collaborato, e sono molti, per la riuscita di queste giornate assembleari così come gli sponsor, invero più numerosi di quelli evidenti e/o che figurano sul menu.

Auguro a tutti voi un buon proseguimento della serata, dei lavori assembleari di domattina e infine un tranquillo rientro alle vostre abitazioni.

Il distretto liberale radicale del Mendrisiotto saluta voi e i vostri famigliari con un

arrivederci a presto/aufwiedersehen/au revoir et à bientôt

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