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Dedicato alle donne

Per l’8 marzo 2011 – La Regione 28 febbraio 2011

… di oggi e di domani

Ecco un indovinello che ha lasciato sconcertata la gente per decenni: un uomo assiste al terribile incidente di bicicletta del figlio. Raccoglie il ragazzo e lo porta al Pronto soccorso. Mentre viene portato in sala operatoria il chirurgo esclama: “Oddio! È mio figlio”. Com`è possibile? Suvvia, la risposta è che sua madre è il chirurgo. Oggi, nemmeno un maschilista resterebbe sconcertato da questo indovinello. Il numero di medici donna sta raggiungendo quello dei medici uomo. La situazione è in via di miglioramento anche per altre professioni, ovviamente. In realtà la storia ci rammenta che ci sono state sempre, e ci sono tuttora, grandi donne in vari ambiti. Penso a Ipazia d’Alessandria, Ildegarda di Bingen, Simone de Beauvoir, Hannah Arendt, Madre Teresa, Aung San Suu Kyi, Martha Nussbaum e molte altre ancora. Ricordo una battuta di Madame de Staël a Napoleone. Bonaparte disse: “Sinceramente, non mi sembra il caso che le donne parlino di politica”. Al che de Staël replicò: “Viviamo in un paese in cui si rischia la ghigliottina per le proprie idee politiche. E secondo lei non è il caso che noi donne vogliamo sapere per quale ragione ci tagliano la testa?”. Sagace. Oggi non è più questione di lasciarci la testa, almeno da noi, ma le donne hanno molti altri buoni motivi per esprimere e difendere le loro opinioni e posizioni in politica, e fuori da essa. Bisognerebbe lasciar loro prendere più spazio. Constato che le Banche presentano studi da cui scoprono, oggi, che le donne stanno diventando interessanti e quindi devono prepararsi a gestire le loro aspettative. La donna è definita come “il più grande segmento di clientela del futuro”. E certo, perché oggi ci sono sempre più donne indipendenti, manager, dirigenti o quadri d’aziende con redditi alti. Inoltre, sempre secondo questi studi, le donne vivendo più degli uomini hanno più possibilità di ereditare fortune dai loro mariti. Pare che nel 2009 le donne controllassero il 27% della ricchezza mondiale e che nei Paesi emergenti quelle laureate sono ambiziose e in costante aumento. Al di là delle grandi o ricche, ci sono anche le donne, come gli uomini, di tutti i giorni. Alle nostre latitudini abbiamo fatto passi importanti per i loro diritti. Di contro, in molti Paesi del mondo le donne vivono ancora in condizione di inferiorità. Oltre al voto alle donne, seppur arrivato tardi, la nostra istruzione pubblica e obbligatoria ha permesso a tutti, uomini e donne, di accedere ad una educazione che desse pari opportunità di partenza. L’accesso agli studi e alle borse di studio è garantito alle donne in modo paritario, e ci mancherebbe altro! Non ci sono praticamente professioni che la donna non possa fare se lo vuole. Oggi, per me, le donne sono libere di creare la loro versione personale di cosa significa essere donna. Senza che siano gli uomini a mettersi in mezzo. Esse hanno, almeno sulla carta, la possibilità di scegliere se intraprendere una carriera o dedicarsi alla famiglia. Le politiche famigliari adottate in questo cantone hanno agevolato quantomeno questa libera scelta, cercando di alleviare le disparità delle condizioni sociali. Gli assegni famigliari e integrativi, quelli per la prima infanzia, l’aumento degli asili nido, dei doposcuola e delle mense, sono tutte conquiste dedicate alle donne. Le cure a domicilio e le Case Anziani si occupano oggi delle nostre madri o nonne, che hanno vissuto la seconda guerra mondiale e la crescita del Paese negli anni successivi. Ma l’invecchiamento della popolazione e la speranza di vita nettamente più lunga per le donne, deve farci riflettere all’organizzazione del sistema Anziani-Pensioni-Cure. Ciò detto, ci sono altri campi in cui bisogna darsi da fare, adesso. Perché è oggi, e non domani, che dobbiamo pensare alle donne del futuro, tra le quali, mia figlia di 5 anni di cui sono responsabile. A lei e alle sue coetanee, dobbiamo dare da subito una formazione di qualità, che le porti tra 20 anni nel mondo del lavoro, della ricerca o della gestione familiare. Un mondo nel quale la parità di salario tra uomo e donna, per lo stesso lavoro e le stesse qualifiche, non sia più un tema su cui discutere perché sarà entrato tra i dati acquisiti. Un Ticino in cui la violenza domestica, e non, sulle donne sia sconfitta perché le segnalazioni alla polizia saranno state sufficienti a far comprendere, a certi uomini, che non la faranno franca. Un Ticino dove le donne abbiano accesso al credito per essere imprenditrici di se stesse. Mi auguro che le donne di oggi, come indicato negli studi bancari, prediligano investimenti a lungo termine; puntino quindi su una società all’avanguardia in campo sociale e di sostenibilità ambientale e economica, valori per loro importanti. Se così fosse auspico più donne in politica. Adesso, non domani!

Avv. Matteo Quadranti, candidato PLR al Consiglio di Stato.

 

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