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Quale progresso?

In senso stretto, per progresso si intende quello del cambiamento tecnologico. Ma in realtà ad influire sulla qualità della vita ci sono molti altri fattori. In fondo tutto dovrebbe tendere ad un crescente benessere, non di pochi (che ne hanno sempre di più) ma di tutti (classe media inclusa, sempre più in difficoltà). Fino al XIX secolo la Svizzera era un paese povero, ma poi, grazie all’industrializzazione, siamo divenuti uno dei più ricchi al mondo. La ricchezza tuttavia non va misurata solo in benessere materiale. Ci vogliono condizioni sociali e politiche e (sempre più) ambientali sane e stabili. Il progresso tecnologico – ce lo chiedono i giovani scesi finalmente nelle piazze – dovrà consentire di migliorare, e non sprecare, l’uso delle risorse naturali e di salvare il pianeta dall’avidità umana. Sin dalla mitologia antica (Prometeo) siamo confrontati, ad ogni progresso scientifico – che nasce dalla sete di sapere dell’essere umano – con il suo contraltare umanistico volto a rispondere a domande quali: e l’uomo, con questa nuova digitalizzazione, con le scoperte genetiche, che ruolo ha, deve avere o avrà? Ci sono problemi etici, formativi da affrontare per tempo? il capitale umano resterà prioritario o conterà più quello finanziario o dei robot? Non si tratta di essere allarmisti, anzi! Le nuove tecnologie aumenteranno senz’altro il nostro stare bene. Ma resta il fatto ineludibile che per non lasciare indietro nessuno – come purtroppo è accaduto per diversi anni durante ogni precedente rivoluzione come quella industriale – dobbiamo agire per tempo nel formare le nuove generazioni ai nuovi mestieri che dobbiamo poter identificare e immaginare. Ma poi ci sono anche tanto affascinanti quanto complessi aspetti giuridici e etici su cui si gioca una grande partita geopolitica tra Europa, Stati Uniti e Cina. Penso ai 23 Principi di Asilomar (USA) promossi da Elon Musk (creatore di Tesla e di moduli spaziali), Stephen Hawking (astrofisico) e altri 2335 ricercatori. Penso ai 5 principi etici (di beneficienza, non maleficenza, autonomia, giustizia e comprensibilità) e alle 20 raccomandazioni europee a tutela degli esseri umani per una “Buona società dell’Intelligenza artificiale” o al “Codice civile dei robot” per regolare le responsabilità civili delle macchine e di chi le produce o programma, per disciplinare i meccanismi di risarcimento o compensazione, per decidere se dar loro una personalità giuridica (elettronica), per adeguare la protezione dei dati e dei diritti fondamentali dell’uomo ai nuovi scenari. Visto poi che il Ticino potrebbe diventare un centro di competenza per la Fintech, ovvero la Finanza tecnologica, gli aspetti di cui sopra potrebbero diventare un punto di forza anche per far parlare bene del nostro Cantone. Per restare liberi, gli uomini devono restare curiosi ma vigili e complementari per rapporto agli sviluppi scientifici. Perché nessuno credo ambisca alla metamorfosi da uomo a non uomo.

 

Matteo Quadranti, gran consigliere