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Chi salverà le istituzioni se non il PLR?

Stiamo vivendo, da anni ma con punte “eccelse” in questa legislatura, una crescente crisi istituzionale. Vi sono stati una serie di atti di sfiducia e tensione reciproca alle stelle tra i tre poteri dello Stato e ciò non fa bene alla democrazia.

L’Esecutivo è sempre più dipartimentalista. Ogni dipartimento tende a tirar dritto con i suoi progetti. E se ogni Ministro guarda al suo e non si immischia in altri dipartimenti, avrà in cambio lo stesso trattamento. Quindi la governance è per buona parte senza visioni e condivisioni collegiali della politica cantonale e delle sue relazioni esterne con Berna e le Regioni italiane confinanti. Verso il legislativo capita quindi di attendersi, almeno alcuni ministri, che faccia altrettanto, ovvero che non rompa troppo le scatole o blocchi i progetti e i crediti.

Il Legislativo di riflesso vuole controllare tutto ed è diffidente verso il Governo. Forse anche a causa dell’accentuarsi del sovranismo dove taluni pretendono di detenere la verità su ciò che vorrebbe tutto il popolo (non solo la propria percentuale di elettori, ignorando l’allarmante percentuale di chi non vota). Si sono creati quindi nuovi e farraginosi meccanismi, ancora nell’ultima sessione parlamentare, mediante i quali si vuole controllare il governo che pur essendo di centrodestra parrebbe voler mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Il potere Giudiziario infine è spesso ignorato dagli altri poteri quanto alle sue necessità (logistiche, in risorse umane e tecnologiche) ma viene sempre più sollecitato (da alcuni ministri o da alcuni parlamentari) a decidere su scandali o presunti scandali rispettivamente sulla conformità al diritto di modifiche o nuove leggi, salvo poi scaricargli le colpe quando non decide come si vorrebbe.

Il PLR ha cercato e cercherà di interpretare il ruolo di garante delle istituzioni che ci hanno portato libertà, coesione e progresso.

Matteo Quadranti, Gran Consigliere uscente